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Breath urea/lattosio/lattulosio

Breath urea

Il breath test all'urea è un esame semplice, non invasivo e di grande accuratezza diagnostica, ampiamente utilizzato in gastroenterologia per la diagnosi dell'infezione da Helicobacter Pylori.

Questo microrganismo è considerato l'unico batterio capace di resistere all'acidità dell'ambiente gastrico, al punto tale da insidiarsi nella mucosa gastrica ed ivi replicarsi.

Tale caratteristica è conferita dalla spiccata capacità di produrre ureasi, un enzima che scinde l'urea nello stomaco liberando acido carbonico ed ammoniaca; in questo modo, l'ureasi neutralizza gli acidi gastrici creando un microambiente favorevole alla replicazione del batterio.

 La crescita dell'Helicobacter Pylori porta con sé una serie di spiacevoli conseguenze per il paziente, predisponendolo alla gastrite, all'ulcera dello stomaco e, in alcuni casi, al cancro allo stomaco.

Il medico può quindi prescrivere il breath test all'urea nel caso in cui il soggetto lamenti sintomi persistenti a livello gastrico, riconducibili ad iperacidità, gastrite od ulcera gastroduodenale.

Inoltre, grazie all'eccellente specificità e sensibilità dell'esame, l'urea breath test può essere ripetuto nel tempo per monitorare l'efficacia della terapia medica intrapresa per eradicare l'infezione da Helicobacter Pylori.

Principio del test

Il breath test sfrutta l'elevata attività ureasica di questo microrganismo per diagnosticare l'infezione. Concettualmente piuttosto semplice, l'esame si basa sulla somministrazione di urea marcata con un'isotopo del carbonio (13C o 14C); una volta ingerita, l'ureasi prodotta dal batterio idrolizza l'urea in ammoniaca ed anidride carbonica, che viene assorbita dalle pareti gastriche, quindi veicolata dal sangue e rapidamente escreta nell'aria espirata.

Esecuzione del test

Il breath test all'urea (test del respiro) può essere eseguito tutti i giorni senza prenotazione dopo un digiuno di almeno 8 ore, senza aver fumato né lavato i denti e dopo aver prestato attenzione alla preparazione: 

nei 7 giorni che precedono l’esame non assumere antibiotici/chemioterapici, lassativi, fermenti lattici, latte e derivati e la sera prima del test attenersi alla seguente dieta: riso in bianco, carne o pesce il tutto condito con olio.

Come si esegue?

Il paziente viene invitato a compiere una inspirazione non troppo profonda e a soffiare in una sacca, espirando completamente l'aria contenuta nei polmoni, l’operatore provvederà a tapparla.

A questo punto, il paziente viene invitato a bere una soluzione di urea marcata 13C, e ad attendere 30 minuti seduto in sala d'attesa senza bere, mangiare o fumare.

Allo scadere della mezzora, il paziente ripete la precedente operazione svuotando completamente i polmoni.

L'aria espirata viene analizzata tramite spettrometro di massa, che permette di misurare la quantità di CO2 con 13C rispetto al totale della CO2 espirata.

I referti sono pronti in giornata con possibilità di consultarli anche on line presso il nostro sito www.laboratorioanalisiigea.com previa richiesta al momento dell’accettazione.

Contagio, fattori di rischio e prevenzione

La trasmissione diretta da persona a persona rappresenta la più comune modalità infettiva.

L'Helicobacter Pylori si trasmette infatti per via oro-orale (contatti diretti, goccioline di saliva) o per via oro-fecale.

Quest'ultima modalità di contagio potrebbe avvenire direttamente da persona a persona, oppure attraverso veicoli intermedi come l'ingestione di acqua contaminata, verdure inquinate da acque contaminate o cibi manipolati con mani non adeguatamente lavate.

A supporto di questa ipotesi, il batterio è stato ritrovato sia nelle feci che nella saliva (probabilmente in seguito ad episodi di reflusso gastro-esofageo, rigurgito e vomito).

Per lo stesso motivo non è casuale il fatto che l'infezione da Helicobacter Pylori sia più diffusa dove sussistono condizioni di scarsa igiene ambientale, tipiche dei Paesi in via di sviluppo.

Pertanto, il basso livello di studio, la povertà, il sovraffollamento, lo scarso livello di igiene, la convivenza con persone infette, il consumo di acqua inquinata e le gravi carenze alimentari durante i primi anni di vita, rappresentano i principali fattori di rischio per l'infezione.

Automaticamente, l'unica prevenzione possibile consiste nel rispetto delle normali abitudini igieniche: lavarsi le mani prima di manipolare o mangiare gli alimenti, uso individuale degli strumenti per la pulizia della bocca ecc.

Tali norme sono importanti soprattutto quando si viene a contatto con un bambino piccolo, dato che l'infezione si acquisisce tipicamente in età pediatrica e persiste in quella adulta.

Per quanto riguarda il rischio di sviluppare malattie gastriche legate ad infezione da Helicobacter Pylori, importanti fattori predisponenti sono rappresentati da tabagismo, alcolismo e assunzione cronica di farmaci antinfiammatori non steroidei, come l'aspirina.

Nel caso in cui si risultasse positivo al test occorre far controllare i propri partners.